Recensione: Giovanni Arvonio e la sua cucina al naturale


Luciano Pignataro è tornato alla taberna!

Da qui ci vuole poco per arrivare ad Avellino. L’Irpinia è cominciata. E lungo questa strada stanno veramente dei bei posti dove fermarsi e godere di una buona tavola.
Da Giovanni Arvonio vale la pena di fermarsi per una qualche ragione in più che brevemente vi spiego.
Lui, lo sapete già perché ne ho parlato qui, è stato allievo di Gualtiero Marchesi e ha una idea ben precisa della sua cucina: territorio, tradizione e creatività.
A questa triade ora ha aggiunto un complemento che, oggi particolarmente trendy, illumina molto la mente e rallegra il cuore di quanti pensano, e noi siamo tra questi, che il cibo debba essere soprattutto salutare e che le cotture o le mani del cuoco debbano esaltare, non mortificare, la  qualità e la naturalezza delle materie prime.
E la virata, di Arvonio va tutta in questa direzione.

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